ottobre 11

Addio Gino

ManfrecolaAddio Gino
di Gregorio Iannaccone

Gino Manfrecola ci ha lasciati… Vittima del  Covid e forse della sorte avversa, senza  la fortuna dei malati illustri, per i quali ogni sforzo va fatto, visti i patrimoni e i riflettori sempre accesi…

Sembra ieri, eppure qualche anno è passato, quando ci spendemmo con tutte le nostre forze con Nino Allamprese, Antonio Ferrigno e altri amici per convincerlo a guidare la difficile battaglia che nell’Andis ,appena fondata ,si era aperta, per dare un’identità all’associazione dei dirigenti scolastici e provare ad evitare la scontata deriva sindacale.

Una battaglia sempre vinta, ma con un dispiego enorme di energie, un impegno culturale e una disponibilità umana senza limiti.

Molti anni vissuti sempre insieme, allora era così. Le associazioni, i sindacati, i partiti erano delle comunità vere, si divideva veramente tutto,sopratutto i sacrifici per una causa comune e condivisa.

Gino non voleva andare da solo da nessuna parte, aveva bisogno di rompere la solitudine dei capi, di guidare e di essere guidato, di correre e fermarsi, di parlare senza tregua e poi di aprire il suo cuore.

Forte nelle sue convinzioni, fragile e tenero nelle umane vicende.

Grandi studi e solide convinzioni e poi così indifeso nelle difficoltà quotidiane.

Correvamo così per l’Italia, su un treno notturno fino ad Udine, coi suoi affettuosi rimproveri che,per far risparmiare ,l’avrei portato anche sul carro bestiame.

Col traghetto notturno fino a Palermo, mai col mare calmo, con la neve che ci aspettava fino ad Agrigento, ma quello che sentivamo e ci piaceva sempre ricordare era la calda accoglienza dei colleghi e ,così ,vedevamo solo mandorli in fiore, anche se non era stagione.

Il primo volo da Venezia l’ho fatto con lui, così grandi e grossi, eppure eravamo due pulcini impauriti, coccolati dai sorrisi delle assistenti di volo.

Insieme abbiamo incontrato ministri e mi toccava sempre addolcire un po’ l’atmosfera, perché Gino si appassionava e si infuriava per le condizioni dei dirigenti scolastici, allora nemmeno dirigenti, anche se il titolo ce l’eravamo già dato da soli.

I vertici sindacali finalmente cominciavano ad ascoltare e potenti segretari generali si preoccupavano seriamente di non fare arrabbiare Gino, perché la sua passione era autentica e le passioni sconvolgono il mondoe creani problemi agli apparati.

I direttori generali dell’allora superiore ministero (non c’erano ancora i capi dipartimento…) ricevevano volentieri le nostre visite, sapevano dialogare, Gino sapeva farsi ascoltare, con la profondità delle argomentazioni, la viscerale esposizione.

Siamo andati su e giù per la penisola per un po’ d’anni, a incontrare colleghi, a dare fiducia, entusiasmo, speranze e tante volte anche nella sua casa di campagna, che generosamente metteva a disposizione per lunghe, animate riunioni…

Io e lui così diversi, così attaccati l’uno all’altro, a confidarci i più reconditi segreti, lui a sopportare il mio ottimismo senza fine, io le sue sigarette senza tregua.

Notti insonni per scrivere documenti, chiudere pratiche in scadenza, avviare fax, allora il più moderno,  strabiliante, rapido mezzo di comunicazione.

Giorni di impegni, di fatiche, di gloria, di umanità vera.

Quanti colleghi sono stati formati da Gino, quando era giovanissimo ed ancora adesso, perché ,se il fisico qualche scossa l’aveva avuta, la sua mente era più sveglia di prima, la sua cultura più profonda.

Tanti i  colleghi venuti dalla sua scuola, tanti bravi colleghi che hanno mantenuto negli anni l’ammirazione, il rispetto, la stima per l’illustre maestro.

Saremo tutti più soli, caro Gino, ci mancherà il tuo burbero approccio e il tuo cuore grande.

Intellettuale autentico, professionista di valore, uomo sincero , sei stato un eccellente presidente dell’Andis, hai saputo far rispettare il ruolo e la funzione del dirigente scolastico, hai saputo interpretare la nascente autonomia.

Per me sei stata una persona vera (specie a rischio d’estinzione…) e soprattutto un amico vero, un vero amico.

Non ti dimenticherò, non ti dimenticheremo.


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Posted 11 ottobre 2020 by admin in category articoli

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