aprile 20

E se la ripensassimo “capovolta”? Ancora a proposito di valorizzazione del merito.

scuolacapovoltaE se la ripensassimo “capovolta”?

Ancora a proposito di valorizzazione del merito.

di Antonio Valentino

I termini e le ragioni della proposta

Come da più parti è stato rilevato, la vera criticità della norma sulla valorizzazione del merito non riguarda  il senso e le finalità deducibili dalla L. 107 (commi 126-130): premiare cioè soprattutto qualità e risultati del lavoro docente ….); riguarda invece i rischi legati al meccanismo premiale previsto, soprattutto in termini di conflittualità e sospetti che la prevedibile competitività può innescare tra i docenti.

L’idea che qui si propone: rovesciare i termini dell’operazione – partire cioè non dalla valorizzazione di  comportamenti e performance  meritori di singoli o gruppi, ma  dal valore dei progetti realizzati o delle iniziative messe in campo - vuole essere un tentativo, sperabilmente sensato,

  • di salvare e valorizzare i punti di forza della norma  (cercare di uscire dall’attuale situazione di stallo,  rompendo con l’egualitarismo prevalente e meglio motivando quanti nella scuola sarebbero disponibili  a un maggiore protagonismo),
  • di assorbire, sul punto, l’elemento di criticità più forte del testo legislativo,
  • di ricondurre ad una visione più condivisa altri aspetti opachi della questione.

 

Ma il vero nodo …..

Va però preliminarmente richiamato e sottolineato che la lettura “rovesciata” che qui si propone va considerata non risolutiva del nodo vero della questione docente: lo sviluppo di carriera e la progressione economica, non solo legata all’anzianità, ma anche a crediti, maturati in archi di tempo definiti,  sui vari aspetti della professionalità docente (i cui termini sono anche rintracciabili nel comma129 della Legge).

Questo resta sempre il vero terreno strategico da esplorare in tempi brevi e sul quale si misura la capacità di elaborazione e proposta del mondo della scuola, ma anche e soprattutto la volontà del governo di affrontare il nodo della questione docente e, con esso, la ripartenza effettiva della nostra scuola.

Se non è risolutiva del nodo forte della questione docente, l’approccio qui proposto alla valorizzazione del merito potrebbe comunque:

  • introdurre elementi di dinamismo dentro le scuole;
  • collegare l’impegno e la disponibilità professionale agli obiettivi di miglioramento individuati, per superare criticità e sviluppare un’identità progettuale più meritoria;
  • dare consistenza ad una idea di valorizzazione parallela e non quindi sostitutiva di quella decisiva, che si è prima richiamata , che guarda invece allo sviluppo di carriera ecc..;
  • avviare la costruzione dentro le scuole di comunità professionali, favorendo la  messa in circolo di esperienze, progetti, idee,  strumenti, che diventano patrimonio delle scuole e ne innalzano il profilo culturale.

Questo almeno come prospettiva.

Se questo triennio  è lo spazio temporale per sperimentare modelli più capaci di creare dinamismo e coinvolgimento dei docenti  (questo sembra di capire, con un po’ di buona volontà,  attraverso il comma 130), la  proposta che qui si fa, può avere allora un suo senso.

Tre parole chiave: valore, miglioramento, disponibilità.

In questa visione “capovolta”, due aspetti importanti andrebbero comunque sottolineati:

  1. il valore dei progetti e delle esperienze realizzate: che va misurato in relazione

ai miglioramenti  che possono produrre all’interno delle scuole;

al loro grado di riproponibilità in altri contesti (classi, gruppi di lavoro);

alle opportunità che si aprono per docenti e studenti.

In altri termini, esperienze innovative e progetti che hanno senso e valore – e quindi sono meritori – in quanto producono possibilità /opportunità di miglioramento per l’intera scuola.

  1. I miglioramenti: che hanno valore per la scuola non in astratto, ma in quanto riferiti sia alle aree di criticità rilevate nel RAV – e quindi agli obiettivi del PdM -, sia alle prospettive di innovazione educativa e organizzativa indicate, nel Piano Triennale dell’Offerta formativa (PT).

In questa ottica, le disponibilità non sono assimilabili a comportamenti legati a generica buona volontà o a generico spirito collaborativo, ma rappresentano adesione agli obiettivi del PdM e alla progettazione del PT e all’impegno che questi richiedono.

Obiezioni

Si può obiettare che la competitività si sposta dai singoli ai gruppi. Ma a ben guardare può non  essere così. In quanto non sono i docenti ad essere valutati, ma le loro opere, da apprezzare per i passi in avanti che riescono a far fare alla scuola, alla sua cultura e alle sue pratiche. Sottigliezze? Non direi. Sono due logiche diverse.

Un’altra possibile obiezione: c’è incompatibilità tra questa lettura della norma e l’assegnazione annuale, da parte del DS, della somma del fondo al personale docente (comma 126)? Molto probabilmente no, se l’attribuzione del bonus  si configura come riconoscimento per la disponibilità e l’impegno (comma 93, lettera b.) a dare gambe ai progetti di miglioramento individuati; ma anche per il valore di quanto è stato prodotto. Comunque, non penso sia – questa – una questione dirimente nella proposta complessiva. Almeno credo.

Orientamenti operativi e passaggi fondamentali

Nei due paragrafi che seguono, ho voluto raccogliere, in forma schematica e riassuntiva, sia alcuni orientamenti operativi per il CdV e per le scuole in generale, sia i passaggi più probabili e che comunque si ritengono più significativi della proposta.

Criteri per la valorizzazione:

  1. Il primo: al centro e in primo piano, le esperienze prodotte e i progetti realizzati. Cioè: le specifiche attività di potenziamento, le pratiche innovative, ricerche e sperimentazioni (anche, ad esempio, di nuovi modi di organizzare il tempo scuola, di uscire dalla gabbia dell’orario per discipline) che si valuta facciano fare alle scuole concreti passi in avanti sulla strada del miglioramento (didattico, educativo, organizzativo), rispetto alle criticità emerse nell’Autovalutazione di istituto e ai relativi  progetti  recepiti nel PT (v. Scheda 1:  Esempi di esperienze e progetti potenzialmente meritori).
  2. La fruibilità dei risultati dei lavori da parte dell’intera comunità è il secondo importante criterio. Con questo criterio si intende  mettere l’accento su quello che sopra abbiamo chiamato “valore” delle esperienze e dei prodotti realizzati:  il loro essere, cioè, beni per la comunità, risorse per la scuola.
  3. Il terzo e conseguente criterio: le premialità vanno riconosciute a chi si è reso disponibile , si è impegnato e ha prodotto opportunità, esperienze per la collettività significative e socializzabili.

 

Un importante punto di attenzione riguarda le modalità di erogazione del bonus. Per le quali, orientamenti da prendere in considerazione potrebbero essere i seguenti:

  • Il bonus deve avere una sua consistenza e quindi appetibilità,
  • i gruppi i cui “prodotti” siano stati valutati positivamente, ma che “restano fuori “ a motivo  della insufficienza dei fondi, acquisiscono crediti da valere per l’anno scolastico successivo (Sull’articolazione  di questo criterio, qui rappresentato come punto di attenzione, andrebbe previsto il coinvolgimento delle OO.SS, meglio se attraverso un tavolo nazionale).

 

Scheda 1:

Esempi di esperienze e progetti potenzialmente meritori,  riportati in gran parate da alcuni PdM considerati.

  • Costruzione di ambienti  di apprendimento opportunamente attrezzati e predisposti
  • Sperimentazione di metodologia di rinforzo e potenziamento
  • Progettazione curricolare e insieme organizzativa (progetti di flessibilità organizzativa )
  • Progettazione educativa di classi parallele
  • Progettazione didattica in verticale
  • Documentazione didattica di dipartimento (raccolta e classificazione con note per l’utilizzo  di materiali didattici prodotti dal gruppo; UdA, progetti e loro esiti, rubriche valutative, presentazioni , schede di approfondimento …)
  • Esperienze di flipped classroom
  • Ordinamento organizzativo di CdC e dei Gruppi di dipartimento come spazi di autoformazione (anche eventualmente guidata)
  • Progetti pluridisciplinari per lo sviluppo di Competenze Chiave di Cittadinanza
  • Progetti di innovazione didattica oltre il modello trasmissivo (didattica laboratoriale, progetti gestiti con istituzioni culturali e di ricerca, enti locali, imprese, ecc. che stabiliscano legami con istituzioni esterne alla scuola, anche in un ottica di alternanza scuola/lavoro, ecc.)

 

Passi e fasi di un percorso possibile

  1. il CdV, all’inizio dell’anno scolastico, rende noti i criteri
  2. per la valorizzazione (i punti 1-3 precedenti);
  3. per la distribuzione delle risorse finanziarie (concordati con le Rappresentanze Sindacali), sulla base sia delle disponibilità dell’apposito fondo (consistenza del bonus e numero massimo dei docenti a cui erogare un bonus “appetibile”), sia di eventuali altri criteri riguardanti le aree meno considerate nelle scelte dei gruppi (allo scopo di garantire equilibrio nelle scelte tra le tre aree di meritorietà della Legge);
  4. la scuola (CdV?) segnala all’inizio dell’anno scolastico (o alla fine di quello precedente) le aree di miglioramento, di innovazione e di potenziamento, ma anche di ricerca e sperimentazione, previste nel POF (comprensive quindi di quelle del PdM), su cui si sceglie di intervenire e, su queste, raccoglie disponibilità e  progetti allo scopo di prevedere una più efficace distribuzione del fondo;
  5. Il CdI delibera eventuali impegni finanziari della scuola (per prevedibili necessità dei gruppi di lavoro), volti a  facilitare la realizzazione dei progetti e delle attività su cui si siano raccolte disponibilità e li inserisce nel Programma Annuale (PA);
  6. Fase realizzativa;
  7. Verifiche periodiche (bimestrali?) dell’andamento dei lavori da parte del DS o del CdV (?);
  8. Fine anno scolastico: il CdV raccoglie i risultati dei lavori dei gruppi e le relative autovalutazioni degli stessi ed esprime parere sulla loro congruenza rispetto al criterio della validità. Il CdI  ne favorisce la diffusione prevedendone nel PA sostegno finanziario, ove si renda necessario;
  9. Il DS sulla base dei pareri del CdV e di altri eventuali elementi a sua disposizione (i cui termini vanno comunque comunicati ad inizio percorso) procede alla  “motivata valutazione”, di cui alla legge 107, ed eroga il

 

E per finire …

Per le ragioni di cui ai primi due punti precedenti, la proposta potrebbe -ovviamente-  trovare una sua realizzazione sperimentale solo con il prossimo anno scolastico.

Per quest’anno – per quanto riguarda l’assegnazione del bonus – ci si dovrebbe attenere alle scelte fatte dalle singole scuole, nei casi in cui, rispetto ai criteri, si sia arrivati a orientamenti sostanzialmente condivisi.

Nelle situazioni in cui si valuti  ancora  insoddisfacente il lavoro svolto o il risultato a cui si è arrivati (perché è mancato il coinvolgimento e l’approfondimento necessari), si potrebbe proporre di rinviare  al prossimo anno l’utilizzo delle risorse finanziarie previste per quest’anno  e proseguire il confronto nei mesi prossimi su ipotesi più condivisibili ed efficaci e a basso tasso di conflittualità. Come quella che qui si propone.

Ovviamente andrebbe verificato che  la richiesta,  per le situazioni indicate,  del congelamento delle risorse e di un  loro utilizzo il prossimo anno, sia accoglibile da parte dell’Amministrazione. La qual cosa non è scontata, anche se sarebbe una  scelta di buon senso  e tra l’altro coerente con le finalità della L. 107. Tra le quali è prioritaria – questo infatti si afferma soprattutto nei primi commi – la valorizzazione dell’autonomia delle singole Istituzioni Scolastiche.


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Posted 20 aprile 2016 by admin in category articoli

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