ottobre 13

In Sicilia ancora al palo 10mila minori

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di S. Molino

Scuola negata, con danni pedagogici e sociali e riflessi pure sull’occupazione

Si è avuto modo di plaudire adeguatamente alla conquista “storica” per la Sicilia della normalizzazione dell’avvio dei corsi del primo anno, per i ragazzi usciti con la Licenza Media dalle scuole secondarie di primo grado e che hanno scelto l’Istruzione e Formazione Professionale (IEFP) per il prosieguo dell’istruzione obbligatoria.

Come più volte ricordato si è trattato di una vicenda che ha visto la mobilitazione di un ampio schieramento di società civile, educatori, stampa, Ministero dell’Istruzione tramite il Sottosegretario di Stato Davide Faraone e in conclusione si è avuta una risoluzione positiva nella decisione dell’Assessore Regionale Maria Lo Bello di far partire i primi anni della Formazione Professionale nello stesso giorno 14 Settembre 2015, in cui prendeva ufficialmente l’avvio il nuovo anno scolastico nelle scuole di ogni ordine e grado. E’ stata veramente una bella scelta, non solo per il valore morale di riconoscimento di pari dignità dei percorsi di Scuola Secondaria di Secondo grado con quelli di Istruzione e Formazione Professionale, ma soprattutto perché in concreto ha consentito l’inserimento e la frequenza di migliaia di ragazzi quattordicenni nelle aule e nei laboratori, togliendoli dalla “strada”, dai videogames, dalle occupazioni occasionali che, soprattutto nelle aree “a rischio” possono esporre a devianza minorile, si veda la straordinaria diffusione di “pusher” minorenni arrestati per reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti, rilevata attraverso i dati del CPA di Catania del Ministero della Giustizia.

Adesso occorre aprire gli occhi sull’altra “faccia della luna”, quella costituita dagli altri 10.000 minori siciliani, che ancora aspettano di potere iniziare il loro primo giorno di scuola, si tratta di quella moltitudine di ragazzi dai 15, 16, 17 anni che, dopo avere frequentato il primo anno dei corsi di Formazione, attendono anche loro l’inizio della frequenza delle lezioni per l’anno scolastico 2015/16. E se era stata denunciata una situazione oggettiva di insidia per i ragazzi quattordicenni, certo non possiamo illuderci che non vi sia un altrettanto “rischio” per i 15/16 o diciassettenni che con le mani in mano stanno ad aspettare l’avvio delle attività. No, nel 2015 questo stato di cose è inaccettabile e occorre che il Presidente Crocetta e l’Assessore Lo Bello indichino al più presto la risoluzione di questa ulteriore anomalia.

Leggiamo che il Governo regionale è alla ricerca di nuovi equilibri, che le forze politiche indichino nuovi assessori, beh forse è il momento di accorgersi che la maggior parte dei cittadini rimane abbastanza indifferente dinnanzi alla prospettiva di questi turn over nelle varie poltrone del Palazzo, mentre sarebbe certamente più significativo dare risposte ai problemi concreti della gente. E se si assiste ad una Sicilia dalla viabilità “fratturata”, l’attesa generale è quella di vederne al più presto la risoluzione, alla stessa stregua quella dei 10.000 minori in formazione professionale parcheggiati in attesa dell’avvio dei corsi è un’altra emergenza siciliana.

In Sicilia per questi corsi, previsti dall’Avviso n.2 del 12 Agosto 2015, sono stati previsti 45 milioni di euro, vi è da dire per comparazione che in Lombardia ne sono stati previsti 173 di milioni di euro e i corsi avevano come data ultima effettiva di avvio quella del 9 Ottobre.

Accanto alla importante problematica pedagogica e sociale, inerente i minori interessati a realizzare quello che per Legge è per altro un obbligo, emerge un altro aspetto rilevante ed è quello dell’occupazione del personale delle filiere della formazione professionale in Sicilia, e su questo punto non vi è dubbio che dare immediata occupazione ad altri 2.000 addetti, con l’avio dei corsi di 2°,3°, 4° anno rappresenterebbe una boccata di ossigeno per gli interessati ed indirettamente per l’economia dell’Isola.

Considerato che siamo al 10 Ottobre ed il tempo scorre inesorabilmente, procurando danni che nei minori talvolta diventano irreversibili, si spera che anche stavolta si verifichi una presa di coscienza da parte dei nostri politici e dirigenti della Regione per salvare in tempo il “soldato Ryan” rappresentato dai ragazzi della formazione professionale.

 


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Posted 13 ottobre 2015 by admin in category articoli

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