maggio 14

Il curriculum dello studente : noi siamo ciò che…facciamo

Afterschool+P1+idea+unknown+creative+commons+Jan+2021Il curriculum dello studente: noi siamo ciò che…facciamo

di Rossella De Luca

Che per ogni novità nel mondo della scuola si debba assistere a una levata di scudi, è ormai un dato acquisito. Peccato che il Curriculum dello studente non sia una novità, essendo stato già previsto nel 2015 dalla L. 107, nonché dal D. Lgs. 62/2017, che disciplinava l’Esame di Stato.

Per anni nei documenti europei si è insistito sull’importanza degli apprendimenti non formali e informali nell’elaborazione del percorso scolastico e di vita di ciascuno studente e cittadino, anche in ottica orientativa e di avviamento al mondo del lavoro, e pertanto suscita un certo stupore la dimensione “classista” e di “competitività” in cui parte dell’opinione pubblica intende collocare questo documento.
Se il problema per un diciottenne è sapere che il compagno possa essere andato (a studiare) all’estero o possa scrivere su un documento di essere andato (a studiare) all’estero, è questione che non sembra opportuno dibattere qui, anche perché coinvolge tutta una serie di disparità che la vita drammaticamente alimenta e che la scuola da anni cerca di compensare.

Per spiegare meglio perché tali critiche sono arbitrarie, occorre però chiarire di cosa si parla.

Con il Curriculum dello studente si introduce nel secondo ciclo di istruzione, a partire dall’a.s. 2020/2021, un documento di riferimento fondamentale per l’Esame di Stato e per l’orientamento dello studente al prosieguo degli studi o all’avviamento al mondo del lavoro.
La compilazione del Curriculum dello studente avviene su piattaforma informatica, punto di accesso a tutte le funzioni predisposte per supportare le scuole e gli studenti nella definizione del percorso (curriculumstudente.istruzione.it) e, come si può constatare dal modello allegato al DM 6 agosto 2020, n. 88, si compone di tre parti:

1) Prima Parte: “Istruzione e formazione”, che riporta i dati relativi al profilo scolastico dello studente e gli elementi riconducibili alle competenze, conoscenze e abilità acquisite in ambito formale e relative al percorso di studi seguito. Essa è precompilata attraverso l’utilizzo delle informazioni presenti nel SIDI o nelle banche dati in utilizzo al Ministero dell’Istruzione;
2) Seconda Parte: “Certificazioni”, che riporta le certificazioni (linguistiche, informatiche o di eventuale altra tipologia) rilasciate allo studente da un Ente certificatore riconosciuto dal Ministero. La compilazione è a cura della scuola e/o dello studente per eventuali integrazioni;
3) Terza Parte: “Attività extrascolastiche”, che è a cura esclusiva dello studente e contiene le informazioni relative alle competenze, conoscenze e abilità acquisite in ambiti informali e non formali, con particolare riferimento alle attività professionali, culturali, artistiche e di pratiche musicali, sportive e di volontariato, svolte in ambito extra-scolastico. Ogni studente avrà le credenziali per l’accesso alla piattaforma appositamente predisposta.

Il Curriculum è allegato al diploma e deve essere rilasciato a tutti gli studenti che lo conseguono, siano essi candidati interni o esterni. Assieme al diploma e al Curriculum dello studente, le istituzioni scolastiche rilasciano, ai sensi della normativa europea anche il Supplemento Europass al certificato.

In primo luogo, dunque, ciò che “potrebbe fare la differenza” è particolarmente la sezione n. 3, ma essa comprende una quantità di attività che difficilmente uno studente che abbia mostrato, durante l’intero percorso scolastico (a parte gli ultimi due anni, che rappresentano una parentesi particolare nella vita di ciascuno di noi), un minimo di interessi, impegno, curiosità anche al di fuori del contesto scolastico potrebbe essere del tutto sfornito di certificazioni: attività sportive e attività artistiche, impegno sociale e civile, iniziative di volontariato sono percorsi cui si può liberamente e facilmente accedere, al di là delle possibilità economiche delle famiglie di origine.
È chiaro a chi negli ultimi anni ha seguito, anche in ottica europea, le traiettorie del mondo dell’istruzione e della formazione, che il Curriculum dello studente, proprio nella sua tripartizione, rispecchia una categorizzazione (anche non recente, si vedano nel 1973 Scribner e Cole) riferita alle modalità dei processi cognitivi in contesti e ambienti di apprendimento diversi. Base di partenza potrebbe ritenersi il “Memorandum sull’istruzione e la formazione permanente”, approvato dalla Commissione delle Comunità Europee nell’ottobre del 2000, dopo il Consiglio Europeo di Lisbona tenutosi nel marzo dello stesso anno, che ritenne strategicamente essenziale – per “il buon esito della transizione ad un’economia e una società basate sulla conoscenza” – l’istruzione e la formazione permanente (lifelong and lifewide learning), definite “come ogni attività di apprendimento finalizzata, con carattere di continuità, intesa a migliorare conoscenza, qualificazioni e competenze”.

Si iniziava già da allora a diffondere l’idea di una “formazione lungo tutto l’arco della vita e in tutti gli ambiti della vita” (lifelong e lifewide, appunto), distinguendo “tre diverse categorie fondamentali di apprendimento finalizzato”:
• l’apprendimento formale, che si sviluppa negli istituti di istruzione e di formazione e porta all’acquisizione di diplomi e di qualifiche riconosciute (organizzati su otto livelli);
• l’apprendimento non formale, che si consegue al di fuori delle principali strutture d’istruzione e di formazione e, di solito, non porta a certificazioni ufficiali, realizzandosi sul luogo di lavoro o nel quadro di attività di organizzazioni o gruppi della società civile (associazioni giovanili, sindacati o partiti politici). Può essere fornito anche da organizzazioni o servizi istituiti a complemento dei sistemi formali (corsi di istruzione artistica, musicale e sportiva o corsi privati per la preparazione ad esami);
• l’apprendimento informale, corollario naturale alla vita quotidiana. Contrariamente all’apprendimento formale e non formale, tale forma di apprendimento non è necessariamente intenzionale e può pertanto non essere riconosciuta, a volte dallo stesso interessato, come apporto alle sue conoscenze e competenze.

Ora, al di là della necessità di abituare gli studenti all’idea che ci sia un tempo per seminare e un tempo per raccogliere, poiché tali attestati non sono validi ai fini del credito, ma sono tenuti in considerazione nel corso della riunione preliminare degli Esami di Stato, allorché ogni sottocommissione prenderà in esame, tra i vari atti e documenti relativi ai candidati, anche “la documentazione relativa al percorso scolastico degli stessi al fine dello svolgimento del colloquio” (O.M. 53/2021, art. 16, c. 6), in cui è incluso il Curriculum dello studente, e definisce le modalità di conduzione del colloquio (O.M. 53/2021, art. 16, c. 8), in cui “tiene conto delle informazioni contenute nel Curriculum dello studente” (O.M. 53/2021, art. 17, c. 4), il Curriculum può avere un ruolo anche (e giustamente) nella predisposizione e nell’assegnazione dei materiali da sottoporre ai candidati.

Starà ai docenti – e su questo non dovrebbe essere consentito di dubitare, soprattutto in considerazione del fatto che sono tutti docenti interni, che quindi ben conoscono quanto i loro studenti hanno saputo esprimere nel corso degli studi, al netto delle differenze che esistono, sono esistite e forse sempre esisteranno – riuscire a valorizzare e tener conto di quanto le certificazioni presentate abbiano fatto maturare in termini di Lifedeep learning, ossia di apprendimento profondo, una terza dimensione in cui l’apprendimento si radica in termini di valori e qualità più profonde, che orientano la vita e la rendono pienamente “umana” (homo sum, humani nihil a me alienum puto), nel senso più alto del termine.
Con il debutto dell’educazione civica, la valorizzazione dell’impegno sociale e civico, delle azioni di volontariato, della partecipazione ad attività artistiche e/o sportive potrà e dovrà essere finalmente adeguatamente valutata, non in termini di crediti, ma di potenziamento di un percorso di studio e di vita, di educazione in un’ottica rispettosa della persona, della sua esperienza e del significato che essa stessa attribuisce all’acquisizione di apprendimenti e competenze, superando la concezione di una formazione limitata all’istruzione o alla formazione professionale di tipo formale, a favore del recupero della pienezza di un’idea di “educazione” come accompagnamento allo sviluppo della persona: saper valorizzare, insomma, “ciò che resta” di tutto ciò che viviamo e facciamo.
Rossella De Luca

NORMATIVA DI RIFERIMENTO
• art. 1, comma 30, Legge 13 luglio 2015, n. 107: “Nell’ambito dell’Esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado, nello svolgimento dei colloqui la commissione d’esame tiene conto del curriculum dello studente”;
• art. 21, comma 2, D.lgs. 13 aprile 2017, n. 62: “Al diploma è allegato il curriculum della studentessa e dello studente, in cui sono riportate le discipline ricomprese nel piano degli studi con l’indicazione del monte ore complessivo destinato a ciascuna di esse. (…) Sono altresì indicate le competenze, le conoscenze e le abilità anche professionali acquisite e le attività culturali, artistiche e di pratiche musicali, sportive e di volontariato, svolte in ambito extra scolastico nonché le attività di alternanza scuola-lavoro ed altre eventuali certificazioni conseguite, …, anche ai fini dell’orientamento e dell’accesso al mondo del lavoro”;
• art 2 del D.M. 6 agosto 2020, n. 88, di adozione dei modelli di diploma e curriculum dello studente: “È adottato il modello del curriculum dello studente, che riporta i dati relativi al profilo scolastico dello studente e gli elementi riconducibili alle competenze, conoscenze e abilità acquisite in ambito formale e relative al percorso di studi seguito. 2. Il modello del curriculum è riportato nell’allegato B, parte integrante del presente decreto;
• nota MI prot. n. 15598 del 02/09/2020, Trasmissione Decreto ministeriale 6 agosto 2020, n. 88, di adozione dei modelli di diploma e curriculum dello studente;
• O.M. 53 del 3 marzo 2021 che fornisce indicazioni operative di massima relative alla predisposizione, alla valorizzazione e al rilascio del Curriculum dello studente, in maniera distinta per tutti i soggetti coinvolti;
• nota MI prot. n. 7116 del 02/04/2021, Esame di Stato a conclusione del secondo ciclo di istruzione – indicazioni operative per il rilascio del Curriculum dello studente.


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Posted 14 maggio 2021 by admin in category articoli