gennaio 18

Elogio postumo del pudore

pudore2Elogio postumo del pudore
di Nadia Blardone

Il pudore è un sentimento che svela il dubbio dell’agire, del dire, anche del pensare.

Si manifesta con un’intima lacerazione, con l’emissione di un giudizio interiore che ci spinge alla reticenza, alla rinuncia.

In questo senso il pudore ci guida, ci ricorda chi siamo quando manchiamo di coerenza con i valori che ci rappresentano, quando soffriamo uno sdoppiamento fra ciò che siamo e ciò che agiamo, talvolta spinti da opportunismo o conformismo o superficialità.

Il pudore è dunque una virtù che ci chiede di interrogare noi stessi, di prestare attenzione al nostro disagio per sanare una cesura che si viene a creare quando si sente che ci avviciniamo al confine con quella che per noi è la decenza.

Appartiene a chi presta attenzione al proprio vivere nel mondo: alla complessità dei giudizi, alla diversità dei bisogni, alla necessità delle scelte nel rispetto dei diritti degli altri, alla sensibilità nei rapporti interpersonali.

Chi lavora nella scuola  conosce bene la fatica e la bellezza dell’educare all’uguaglianza pur nella diversità di ciascuno,la soddisfazione e la meraviglia del veder crescere una piccola comunità rispettosa, dialogante, collaborativa  che impara a tenere a bada l’ipertrofia dell’io, il protagonismo,  l’individualismo nella quotidianità delle relazioni.

Si chiama inclusione,educazione alla cittadinanza  e per far sì che abbia successo e non rimanga solo una sorta di esercitazione scolastica, richiede un clima sociale civile, solidale,dove il confronto non è sopraffazione e dove si possa trovare la testimonianza dell’attuazione dei  principi costituzionali da parte di chi, per primo, ha la responsabilità di rispettarli.

Nella infelice esternazione della consigliera di Trento che interviene per separare e graduare i diritti dei bambini nell’utilizzo dei giochi pubblici come nel gesto violento del vicesindaco di Trieste che getta nei rifiuti,con vanto, le coperte di un senzatetto, non si trova accenno di pudore nel contrastare l’applicazione di princìpi costituzionali e umani che, soprattutto dagli amministratori pubblici, andrebbero tutelati.

Si riscontra mancanza di dubbio interiore nel dire e nel fare, poiché non esiste incertezza nel riferimento dei valori: i bambini possono venire discriminati sulla base dell’appartenenza, gli esseri umani non hanno uguaglianza di diritti.Inoltre costoro non avvertono disagio perché raccolgono consenso, diversamente terrebbero nascoste le loro convinzioni .

Siamo noi, che abbiamo accompagnato generazioni di alunni alla conquista critica dell’autonomia del pensiero, che abbiamo creduto nella politica come garanzia di equità e pari opportunità, che siamo scesi in piazza per i diritti di civiltà e cittadinanza, a provare vergogna al posto loro.

E per chi, spudoratamente, li sostiene.

 

 


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Posted 18 gennaio 2019 by admin in category articoli

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