luglio 7

L’istituzione-sinapsi. Alcuni pensieri su scuola e suo mandato sociale

sinapsi3L’istituzione-sinapsi. Alcuni pensieri su scuola e suo mandato sociale
di Piervincenzo Di Terlizzi

Fare il dirigente scolastico nelle scuole dell’autonomia vuol dire cercare di conoscere ed interpretare, con la maggior profondità possibile, la complessità di una comunità alla quale si è affidati. In questo senso, l’autonomia scolastica recupera uno dei suoi significati originari ed originanti: un modo per essere istituzione, con la maggior vicinanza possibile a coloro i quali con l’istituzione dialogano e che, in realtà, sono essi stessi l’istituzione (altro che “utenti”). Evidentemente, questa operazione è sempre in movimento. Continue reading

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giugno 26

Finalmente risolta la questione delle sedi scolastiche ri-dimensionate?

bigschoolFinalmente risolta la questione delle sedi scolastiche ri-dimensionate?
di Francesco G. Nuzzaci

Sembrerebbe di sì. E stupisce che a distanza di tre giorni dall’evento non ve ne sia ancora traccia nei media, forse perché assorbiti dalle più attrattive polemiche sul nuovo sistema di reclutamento dei docenti, sulla loro formazione incentivata, su uno (pseudo) sviluppo di carriera che non c’è, così come non c’è neanche l’ombra di quel middle management (pure affacciatosi nei contratti collettivi nazionali di lavoro delle funzioni centrali e della sanità, già stipulati o in via di sottoscrizione) quali figure organizzatorie di supporto alla dirigenza e fondamentali perché la tanto celebrata autonomia scolastica possa decollare: con buona pace delle imperiose asserzioni del PNRR, destinate ad essere clamorosamente disattese. Continue reading

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giugno 26

Riflessioni di fine giugno

pygmalion-effectRiflessioni di fine giugno
di Domenico Ciccone

L’Esame di Stato, conclusivo del secondo ciclo di istruzione, come una partita della nazionale di calcio, mobilita gli italiani tre giorni all’anno. Le giornate si caratterizzano per una corale e popolare fischiettata o canticchiata ( a seconda delle abilità)  della canzone di Venditti sulla notte prima degli esami, che ormai ricade quasi sempre tra il martedì e il mercoledì della penultima settimana di giugno; segue un morboso interesse per le tracce del compito di italiano da parte di un popolo, solitamente dormiente, che due giorni all’anno diventa esperto di critica letteraria. Continue reading

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giugno 23

L’esame di stato: valutare le “varie ed eventuali”

Problemi di pedagogia – 2

competenze trasversaliL’esame di stato: valutare le “varie ed eventuali”
di Stefano Stefanel

         L’accoglienza che questo 2022 sta dando al ritorno dell’esame di stato conclusivo dei due cicli in presenza e con i compiti scritti dimostra come nell’immaginario collettivo nazionale questo sia comunque un momento di passaggio ritenuto fondamentale. Il fatto che sia un esame stressante, contenutistico, ma privo di qualsivoglia selettività, non lo sminuisce nella sua portata sociale e culturale. Dunque facciamo i conti con questo esame, che la pandemia non è riuscita a seppellire, insieme al suo nozionismo, ai suoi stanchi rituali, al suo essere totalmente inutile nel definire orientamenti ormai a tutti già noti. Continue reading

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giugno 16

L’epica di Achille e quella di Luke Skywalker

Questioni di pedagogia – 1

epica2L’epica di Achille e quella di Luke Skywalker
di Stefano Stefanel

                 C’è una distanza profonda tra la scuola e la realtà contemporanea e non se ne viene a capo. L’idea che le cose lontane siano più utili di quelle vicine a creare apprendimento finisce per allontanare la didattica dalla realtà contemporanea, senza creare alcuna domanda sul perché sia facile apprendere attraverso contenuti lontani piuttosto che attraverso contenuti vicini. Inizio con questo contributo una serie di ragionamenti su alcuni elementi dell’apprendimento che mi si sono chiariti man mano che si avvicina il mio tempo di uscita dalla scuola. Continue reading

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giugno 16

Dalla formazione iniziale alla formazione continua: alcune riflessioni sul DL 36.

Knowledge-1Dalla formazione iniziale alla formazione continua:  alcune riflessioni sul DL 36
di Daniela Lazzaro

La formazione è momento di cambiamento, nel senso di una trasformazione che porta il soggetto ad una  presa dì coscienza delle proprie risorse, delle proprie capacità, dei percorsi migliorativi attuabili per la propria vita. (Margiotta U. (2006), Pensare la formazione, pp267)

L’ultimo aggiornamento normativo tuttora vigente riguardante i crediti in ingresso (formazione iniziale) per gli insegnanti, approvato contestualmente alla Legge di Bilancio 2019 (Legge n. 145, 30 dicembre 2018), precisa che per accedere ai concorsi a cattedra è necessario conseguire la laurea magistrale e ottenere, anche in forma curricolare, 24 crediti in discipline antropo – psico – pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche (sono esentati i soggetti in possesso di abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione). Continue reading

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giugno 6

Ha ancora senso parlare di Autonomia Scolastica?

autonomiaHa ancora senso parlare di Autonomia Scolastica?
di Nicola Puttilli

 Nel recente dibattito congressuale dell’ANDIS, come sempre interessante e ricco di stimoli, pochi e tutto sommato fuggevoli i richiami all’autonomia scolastica, quasi si trattasse di un argomento minore o appartenente a un passato neanche troppo vicino. Eppure autonomia e dirigenza erano le due idee-forza su cui nacque l’associazione dei dirigenti scolastici più di un trentennio fa. Continue reading

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maggio 29

Cultura umanistica, materie umanistiche, digitale

Digital-humanitiesCultura umanistica, materie umanistiche, digitale
di Stefano Stefanel

                Prendiamo una grande squadra di calcio: ad esempio il Milan che ha vinto lo scudetto. Facciamo finta che, dopo il primo tempo, la squadra sia sotto di due gol per errori palesi della difesa. A quel punto l’allenatore pensa: “dato che i difensori hanno sbagliato devo mettere in difesa i più forti che ho” e così sposta due attaccanti (diciamo Giroud e Ibrahimovic) al centro della difesa. A occhio e croce dovrebbe finire sette a zero per gli avversari.  Ognuno deve giocare nel suo ruolo: se sei attaccante attacchi, se sei difensore difendi. Continue reading

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